Del perché dovreste provare il Valencia Lounge Hostel almeno una volta nella vita


Un ostello a Valencia: non è assolutamente come l’albergo degli orrori di Fantozzi. Un luogo bellissimo, in cui sentirsi a casa. E che casa!

English version >> http://bit.ly/2pgVP84

……….

Non so voi, ma in tutti i viaggi che ho fatto, ho sempre evitati gli ostelli perché per me facevano rima con sporcizia. Già mi vedevo: camerate in cui dormire con esseri umani di tutti i tipi, bagni in comune e zero pulizia.

Ma queste idee deviate sono dovute alla sbagliatissima idea che abbiamo noi in Italia; perché fino a qualche anno fa, chi sceglieva un ostello nel nostro bel paese doveva farsi il segno della croce.

Sai come entri, ma non sai come esci….. E invece, quando ho visto gli ostelli che ci sono in giro per l’Europa…. Meraviglia!!

A costi ridicoli, ci sono delle perle del design in Germania e Spagna…. Il progetto di cui vi parlo oggi ne è un esempio.

Vi va di andare a Valencia?

L’OSTELLO VALENCIA LOUNGE

Già il nome “lounge” riporta alla memoria quei bar in cima ai grattacieli, in cui sorseggiare un cocktail e sentirsi tanto VIP.

Se poi vi nomimo lo studio Masquespacio (se non ne avete mai sentito parlare, qui un altro loro strepitoso progetto), allora il risultato è garantito.

Masquespacio è uno studio di consulenza creativa, fondato nel 2010, che mixa marketing e interior design. Il tratto distintivo? Progetti grafici, dai mille rimandi storici, per ambienti assolutamente fuori dagli schemi.

Il Valencia Lounge Hostel ne è un esempio; 11 stanze distribuite nei 236 mq dell’ostello.

ostello

Client: Valencia Lounge Hostel (http://www.valencialoungehostel.com) |
Design: Masquespacio (http://www.masquespacio.com) |
Photography: Luis Beltran (http://www.luisbeltran.eu)

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Client: Valencia Lounge Hostel (http://www.valencialoungehostel.com) |
Design: Masquespacio (http://www.masquespacio.com) |
Photography: Luis Beltran (http://www.luisbeltran.eu)

La ristrutturazione è partita dallo studio dell’edificio in cui l’ostello sarebbe sorto. Un vecchio edificio anni ’20, con cementine e stucchi ai soffitti. Nessuna caratteristica storica è stata eliminata o alterata, anzi: grazie all’uso sapiente di colori, texture e tessuti, gli elementi caratteristici di inizio secolo sono tornati a nuova vita.

L’obiettivo era quello di convertire l’ostello in uno spazio contemporaneo, in cui più tipologie di clienti possono riconoscersi.

Ecco quindi che le undici stanze sono una diversa dall’altra, ma tutte danno quella meravigliosa sensazione della comodità di casa, che ci fa subito venir voglia di prenotare.

Cosa preferite voi? La stanza del surf? Quella della musica? O quella etnica?

Ma la caratteristica che davvero rende unico questo ostello sono i pattern: trame grafiche che troverete solo qui, perché disegnate appositamente per questo spazio dallo Studio, insieme alle lampade, ai tavoli e a tutti gli elementi decorativi.

Chi diceva che gli ostelli sono brutti?

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Client: Valencia Lounge Hostel (http://www.valencialoungehostel.com) |
Design: Masquespacio (http://www.masquespacio.com) |
Photography: Luis Beltran (http://www.luisbeltran.eu)

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Client: Valencia Lounge Hostel (http://www.valencialoungehostel.com) |
Design: Masquespacio (http://www.masquespacio.com) |
Photography: Luis Beltran (http://www.luisbeltran.eu)

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Client: Valencia Lounge Hostel (http://www.valencialoungehostel.com) |
Design: Masquespacio (http://www.masquespacio.com) |
Photography: Luis Beltran (http://www.luisbeltran.eu)

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