Come arredare una cabina armadio in mansarda: tre soluzioni a confronto


Tre soluzioni reali per arredare una cabina armadio in mansarda, con misure e costi: dal fai da te al su misura, per ogni budget.


La mansarda ha un fascino a cui è davvero difficile resistere. Il tetto a falda in legno, quella sensazione di intimità che si respira appena si mette piede in una stanza con soffitti spioventi: sono elementi che rendono questi spazi unici, diversi da qualsiasi altra stanza della casa. Ma subito dopo l’incanto iniziale, arriva puntuale anche il lato pratico della questione, soprattutto se in mansarda è stata ricavata la camera da letto: come si gestisce lo spazio armadio in un ambiente con altezze così irregolari?

È una delle domande che mi vengono poste più spesso da chi vive o sta progettando una casa con mansarda, e la risposta, per fortuna, non è affatto scoraggiante. La vera difficoltà, semmai, sta nel trovare armadi a misura che permettano di sfruttare al centimetro la stanza, così da riuscire a farci stare davvero tutti i propri capi, senza sprecare nemmeno un angolo di spazio utile.

Oggi voglio raccontarti tre soluzioni diverse per arredare una cabina armadio in mansarda, tutte senza ante, quindi pensate per restare completamente a vista. Parliamo di un progetto reale, con misure reali: un’altezza massima di 3,73 metri e un’altezza minima di 1,04 metri, per una lunghezza complessiva della parete di 5,15 metri. Anche se le tue misure saranno diverse, i ragionamenti e le scelte che vedremo insieme restano applicabili a qualsiasi altra altezza o larghezza tu abbia a disposizione, e sono pensati anche per chi ha un budget contenuto e non vuole necessariamente affidarsi a soluzioni troppo costose.

Prima soluzione: pannelli OSB o compensato e accessori da negozio

La prima delle tre soluzioni è quella che richiede più manualità e più amore per i materiali grezzi e per uno stile dal sapore industriale. È anche la più economica delle tre, ed è quella che consiglio a chi ama mettersi in gioco in prima persona, magari con l’aiuto di un buon avvitatore e un po’ di pazienza.

La prima fase del progetto è stata il disegno della parete, tracciando una riga a metà della sua larghezza, a circa 2,58 metri. Per calcolare la larghezza dei pannelli ho lasciato un po’ di margine, perché facendo i pannelli esattamente larghi quanto la parete diventa praticamente impossibile montarli, e si corre comunque il rischio di doverli rifilare in un secondo momento. Ho ottenuto così due pannelli larghi 252 centimetri ciascuno, con uno scarto di circa 11 centimetri.

Questi pannelli vengono solitamente forniti in diverse finiture: puoi scegliere di prenderli grezzi, per poi pitturarli o applicargli della carta da parati, oppure puoi orientarti su un look più industriale e meno formale. Mediamente, un pannello in compensato grezzo, con dimensioni 125×252 centimetri, ha un costo di circa 53 euro. Se preferisci un’estetica più grezza e informale, ci sono anche i pannelli in OSB: stesso spessore di 18 millimetri, dimensioni leggermente diverse, 125×250 centimetri, ma il prezzo scende notevolmente, attestandosi intorno ai 29 euro a pannello.

Per completare questo progetto sono serviti quattro pannelli in totale, di cui due da tagliare direttamente in sito per adattarli alla larghezza necessaria. Per fissarli ho utilizzato dei listelli di legno da 4×2 centimetri di spessore, lunghi 2 metri, fissati a parete: in genere bastano due listelli verticali per pannello, anche se è possibile posizionarli anche in orizzontale, per garantire una maggiore rigidità alla struttura complessiva. I pannelli vengono poi semplicemente avvitati ai listelli, completando così la base della cabina armadio.

Per quanto riguarda gli accessori, tubi appendiabiti, ganci per le borse e reggi-mensole arrivano da un’azienda specializzata in linee di prodotti pensate per negozi, scelta proprio perché sono i sistemi più flessibili e si prestano a mille configurazioni diverse, in base alle esigenze specifiche di ogni progetto. Anche le mensole possono essere in legno, ma esistono in commercio anche versioni in alluminio forato, altrettanto pratiche e versatili, oltre a numerosi altri accessori pensati apposta per l’organizzazione dell’armadio. Il costo totale, considerando solo la struttura tubolare in alluminio nero, ad angolo, con un’altezza di 232 centimetri e un angolo da 93×93 centimetri, si aggira sui 342 euro, a cui poi si possono aggiungere altre strutture e accessori in base alle proprie necessità specifiche.

arredare camera in mansarda

Seconda soluzione: la flessibilità dei sistemi modulari

La seconda soluzione porta la firma di uno dei sistemi di armadiature a giorno più conosciuti e apprezzati, pensato proprio per la sua estrema flessibilità. I moduli esistono in diverse larghezze e altezze, con montanti a soffitto oppure moduli liberamente accostabili tra loro, il che permette di adattare la configurazione esattamente allo spazio che hai effettivamente a disposizione, comprese le altezze irregolari tipiche di una mansarda.

All’interno di questo sistema si trovano moltissimi accessori, uno dei motivi per cui questa soluzione si distingue particolarmente: tubi appendiabiti, mensole, cassetti, piccole librerie. Potrai davvero cucire addosso alle tue esigenze la cabina armadio che ti serve, componendo i vari elementi come in un puzzle su misura.

Nel progetto che ti racconto oggi ho scelto cinque moduli da 80 centimetri ciascuno: due alti 216 centimetri e tre più bassi, alti 126 centimetri, per una lunghezza totale di circa 4,05 metri. Li ho attrezzati con quattro tubi appendiabiti, sei cassetti e per il resto ho optato per delle mensole. Il risultato è un armadio pensato per due persone adulte, con la possibilità di avere a disposizione sia abiti invernali che estivi, oltre a scarpe e accessori vari. In questo caso specifico non sono state aggiunte altre cassettiere, perché la casa disponeva già di cassettiere separate per la biancheria, ma è un dettaglio che puoi facilmente adattare in base alla tua situazione. Il costo totale di questa soluzione si aggira sui 1.400 euro circa.

Sistema Elvarli di Ikea montanti bianchi con cassetti e mensole
| Image credits: Ikea|

Terza soluzione: cabina armadio in mansarda con mobile su misura

L’ultimo progetto di cui ti parlo è probabilmente quello che sta riscuotendo più successo negli ultimi tempi, ed è anche quello che offre il massimo della personalizzazione: il mobile su misura.

In questo caso si utilizzano montanti in alluminio con attacco a parete, che arrivano fino a 2,9 metri di altezza. Questi montanti possono essere tagliati su misura, il che li rende perfetti per una situazione come quella della mansarda, dove le altezze cambiano continuamente lungo la parete. Per il progetto di cui ti parlo ne sono serviti sei, e possono essere attrezzati con la massima libertà: cassetti, mensole in legno, tubi appendiabiti, in qualsiasi combinazione tu preferisca.

Anche in questo caso, come per le altre soluzioni, il mio consiglio è quello di farti prima un disegno della parete con le misure corrette, e poi abbozzare i vari pezzi di cui hai bisogno per la tua cabina armadio. È solo così che sarai effettivamente in grado di configurare l’armadio più adatto a te, senza dimenticare nessun dettaglio lungo il percorso.

Questa soluzione, essendo di mobile su misura, è davvero flessibile e si adatta a mille situazioni diverse: può diventare un elemento divisorio tra due stanze, una piccola zona studio ricavata all’interno dello spazio armadio, o qualsiasi altra funzione ti suggerisca la fantasia. È la soluzione che consiglio a chi ha esigenze molto specifiche, magari legate a una parete particolarmente irregolare, o a chi desidera un risultato esteticamente più curato e coordinato con il resto dell’arredamento della camera.

arredare camera in mansarda

Quale soluzione scegliere per la tua mansarda?

Come hai visto, non è affatto necessario spendere grandi cifre per avere una cabina armadio decente e funzionale, anche in uno spazio complicato come quello di una mansarda. Bisogna sicuramente armarsi di un po’ di fantasia e, in alcuni casi, anche di manualità, ma il risultato ripaga ampiamente lo sforzo, restituendo uno spazio organizzato e su misura per le tue reali esigenze.

Detto questo, capisco bene che scegliere tra tre soluzioni così diverse tra loro, valutando misure, budget, materiali e resa estetica finale, non sia sempre semplice, soprattutto quando si tratta di una parete irregolare come quella di una mansarda, dove ogni centimetro va calcolato con attenzione per non sprecare spazio prezioso o, al contrario, per non ritrovarsi con un progetto che in realtà non si adatta bene all’ambiente.

È proprio in questi casi che una consulenza mirata fa davvero la differenza. Con il mio Progetto per una stanza ti accompagno nella progettazione completa della tua cabina armadio in mansarda, dal rilievo delle misure fino alla scelta del sistema più adatto, tenendo conto delle altezze irregolari, del tuo budget e delle tue reali necessità di spazio, così da arrivare a un risultato funzionale e curato in ogni dettaglio, senza il rischio di ritrovarti a metà lavoro con un progetto che non funziona come speravi.

Se invece la tua mansarda ospita altri ambienti oltre alla camera da letto, magari uno studio o un angolo lettura, ti consiglio di dare un’occhiata anche al mio approfondimento su come organizzare gli spazi della casa, utile per affrontare con lo stesso metodo anche altre zone della tua abitazione dalle proporzioni non standard.

Che tu scelga la soluzione più economica e “fai da te”, quella modulare più flessibile, o quella su misura più curata esteticamente, l’importante è partire sempre da un disegno preciso della parete e delle misure reali a disposizione: è questo, più di ogni altra cosa, a fare la differenza tra un progetto riuscito e uno di cui pentirsi.

Un ultimo consiglio, valido qualunque sia la soluzione che deciderai di adottare: prima di procedere con qualsiasi acquisto, prenditi il tempo di verificare più volte le misure della parete, in particolare nei punti in cui il soffitto scende sotto il metro e mezzo di altezza. È proprio in quelle zone che spesso si annidano gli errori più frustranti, perché uno spazio che sembrava sufficiente sulla carta può rivelarsi, una volta a lavoro concluso, troppo basso per essere realmente sfruttato, ad esempio per riporre scatole o valigie. Meglio quindi destinare le altezze più ridotte a cassetti bassi o a mensole poco profonde, riservando invece la parte centrale della parete, quella con l’altezza maggiore, ai tubi appendiabiti e agli elementi che richiedono più spazio verticale per essere utilizzati comodamente ogni giorno.

3 commenti


  • flora // // Rispondi

    ciao, vorrei sapere se il montante elvarli si può rissare su un tetto spiovente. grazie

    • Valentina // // Rispondi

      Ciao Flora, no non si può installare con tetti spioventi perché non hanno regolazione per altezze diverse.

  • Athina // // Rispondi

    Buongiorno,
    Grazie per il post, questa è una informazione che proprio mancava su internet…
    Sono molto interessata a capire meglio le soluzioni di cui si riferisce, ma purtroppo non funziona nessun link e non riesco ne anche ad aprire le immagini…
    Per esempio l’armadio Elvarly io vedo che c’e’ solo in altezza minima 222 cm e invece la nostra mansarda è più bassa. Dove ha trovato l’altra versione? invece la soluzione di Conforama esiste ancora? Senza i link non riesco a capire di che modello si tratta… Grazie in anticipo!

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